giovedì, novembre 08, 2012

ARMONIZZAZIONE


Difendersi, arretrando soltanto e sempre, senza mai avanzare combattendo, è pura vigliaccheria che ci rende vittime continue di un nemico che conosciamo ma che non vogliamo affrontare nascondendoci dietro la giustificazione semplice di non saperlo fare!
Di cosa sto parlando? Di ogni situazione della vita che ci mette in crisi psicologicamente, cioè che ci dà un senso di frustrazione, di sofferenza psichica e morale. Ogni qualvolta non l’affrontiamo con la giusta maturità, faccia a faccia, col coraggio di superarla, ne conserviamo, in un angolino nascosto della nostra memoria, tutte le paure, le angosce date da tale frustrazione.
Bene sarà inquadrare un punto preciso da realizzare senza il quale non si otterrà alcun risultato:
rompere la catena pesante del proprio coinvolgimento per ogni cosa che ci succede, spostando il nostro piano d’interessi su valori più solidi ed assoluti quali quelli cosiddetti escatologici: chi siamo dove andiamo, da dove veniamo, ecc. Vale a dire bisogna allargare e rinforzare i valori in cui crediamo su basi con fondamenta solide, che non sono certo quelli che purtroppo la società attuale spinge ed insegna. Quindi vedete come il nostro “problema” ha origini e conseguenze anche nell’influenza di quanto ci sta intorno.

L’importanza dell’Armonizzazione della persona nella Medicina olistica


Qualsiasi possa essere l’intervento terapeutico che si effettua allo scopo di ottenere la guarigione od un apprezzabile miglioramento di salute, la persona ottiene un risultato più significativo e completo se perviene ad esso attraverso un’ armonizzazione interiore. Questa gli permette riallineare, di far ordine dentro di sè con il giusto senso della propria crescita personale. L’ equilibrio armonico che ne deriva rende fertilissimo il terreno per gli interventi terapeutici perchè permette di metterli in sintonia con la sfera coscienziale della persona e ciò potenzia ogni risultato.
Se è vero che l’essere umano è intossicato da diverse tipologie di tossine, nell’effettuare la disintossicazione (drenaggio) dobbiamo considerare che oltre ad eliminare quelle prettamente materiali provenienti da svariati tipi di inquinamento: aria, acqua, cibo, ambiente, metabolismo ecc. esistono per cosi dire tossine anche esse endogene ed esogene che disturbano il nostro essere e che vengono create ed assunte (prese in carico) ogni qual volta la nostra coscienza viene turbata (dall’esterno o dall’interno), cioè ogni qualvolta essa constata e memorizza un forzatura (un conflitto, un sussulto, un urto, un turbamento, come tante onde di un mare agitato) alla propria “stasi” armonica. Potremmo dire che trattasi di tossine che indeboliscono un livello di energia diverso da quello esistente sul piano fisico (materiale) per questo più “sottile” e meno riconoscibile ma esse si rendono tangibili attraverso il senso di disagio interiore che provocano (superficiale e profondo). Quante volte il paziente narra che non ritrova più se stesso, che trascinato dagli eventi, dalla vita e dalla malattia non riesce più a sentirsi quello che era quando stava bene? Non è solo una sensazione fisica (quella della malattia) ma qualcosa di più profondo.
Questo senso di disagio, questa disarmonia è di per sè “sofferenza” anche se non è nè fisica, nè morale e nè propriamente psicoemotiva. Il disagio proviene soprattutto dal vuoto interiore di cui a tratti se ne ha un’ errata consapevolezza!
Questa appunto è alterata dall’intossicazione di cui sopra fino a rendere non più pura quella parte che percepiamo dentro.
Le “tossine” incamerate creano molteplici difficoltà al sano sentirsi dentro. Provocando un disagio continuo che riaffiora, nonostante le distrazioni della vita, a più riprese, con evidenti danni e tentativi di fuga da esso oltre ad inficiare spesso la buona riuscita di qualsiasi intervento. Ecco che diventa importante, anzi fondamentale nell’approccio terapeutico naturale, l’utilizzo di tecniche di armonizzazione che provochino un miglioramento della consapevolezza dell’essere, altrimenti non potremmo chiamarlo veramente “olistico” .

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